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Regolamento Rifugi

L'uso del sacco lenzuolo è OBBLIGATORIO per il pernottamento in Rifugio

L'utilisation d'un drap de couchage personale est OBLIGATOIRE pour passer la nuit dans le Refuge

Ein personalicher herberg-sack ist BEI der ubernachtung in der Hutte zu benutzen

The use of a personal sleeping sheet is COMPULSORY for the overnight stay in Refuge

Regolamento Rifugi CAI

Rifugio PIO XI - 2557 m. (WEISSKUGELHUTTE)


ALTO ADIGE VAL VENOSTA

Apertura : 15 giugno / 30 settembre ed in primavera per lo scialpinismo
Posti letto : 50 - senza locale invernale
Gestore : Christian Hohenegger - tel. 0473-633434
Telefono Rifugio : 0473-633191
Accesso : dal paese di Melago in Valle Lunga su comodo sentiero segnalato
Sito internet: Weisskugelhutte 2544m Rifugio Pio XI

Storia del rifugio

Il rifugio sorge a 2557 m., alla testata della Vallelunga in bella posizione,Foto rifugio Pio XI su un dosso che domina il vasto ghiacciaio omonimo chiuso tra la rocciosa cima del Lago Bianco, la cima Vallelunga, la cima Barbadorso e la dominante Palla Bianca (Weisskugel). E' una costruzione di legno e manufatto ampliata nel 1936 che può ospitare una cinquantina di persone. E' aperto in primavera per lo scialpinismo e, da Giugno a Settembre, tutti i giorni con servizio completo. Fu costruito dalla Sezione di Francoforte del DoeAV nel 1893; passò in possesso della Sezione Marca Brandeburgo del DoeAV nel 1911 e, dopo la Grande Guerra, fu assegnato al C.A.I. e dato in gestione alla nostra Sezione che cambiò il primitivo nome di Weisskugelhutte, con quello del Sommo Pontefice PIO XI°, che in Desio ebbe i natali.

Accesso

I° itinerario: facile per mulattiera - tempo ore 2
Dall'abitato di Melago, in fondo al paese, si prende un sentiero che porta alle spalle dell'abitato, da qui si procede per un buon tratto in piano lungo la sponda del Rio Carlino, che si mantiene larga fino ad un bivio con cartello che indica a sinistra il ramo che sale al rifugio.(La strada più grande, varca il fiume e, dopo aver toccato la malga di Melago, s'inerpica alla forcella di Planol). Seguendo la mulattiera, si costeggia il torrente e si arriva ad un secondo cartello. Di qui si sale seguendo il guado del torrente che scende dalla Valcuna, per innalzarsi con molte svolte su una costa erbosa e sassosa. cavalcato un dirupato costone formante uno sbarramento naturale, il sentiero si porta in vista della vedretta di Vallelunga, ci si avvicina ad una vecchia morena per percorrerne il dorso e guadagnare il rifugio PIO XI° che appare improvvisamente a breve distanza.

II° itinerario: facile per mulattiera - tempo ore 2,30
Da Melago (per la malga delle Pecore di Dentro). dall'abitato di Melago, in fondo al paese, quando termina la strada carrozzabile, si segue per poche decine di metri il sentiero precedente e si abbandona l'ampio sentiero dopo aver scavalcato il Rio Melago, per seguire sulla sinistra un ripido sentiero che s'innalza a serpentina sul fianco meridionale di una dosso che ci porta a quota 2081 m. Da qui, si attraversa una valletta, si prosegue di mezza costa sui ripidi pendii erbosi dell'Alpe delle Pecore di Dentro e ci si porta all'impluvio della Valcuna dove, presso un crocefisso, sorge la grande malga delle Pecore di Dentro 2349 m., circondata dalle ferrigne creste del Fabbro e dalle Cime di Càrles. Varcato il Rio Valcuna, il sentiero s'innalza sulla ripida sponda opposta e si porta al disopra d'alcuni roccioni per raggiungere, con un lungo traverso su terrazzi e ripide coste, l'itinerario precedente quando esso attacca il dorso dell'antica morena seguendo la quale, si raggiunge il rifugio PIO XI°.

III° itinerario: sentiero didattico - tempo ore 3
Dall'abitato di Melago, in fondo al paese, si prende un sentiero che porta alle spalle dell'abitato, da qui si procede per un buon tratto in piano lungo la sponda del Rio Carlino, che si mantiene larga fino ad un bivio con cartello che indica a sinistra il ramo che sale al rifugio (I° itinerario), e sulla destra un nuovo sentiero didattico con cartelli illustrativi lungo il percorso della flora e del ghiacciaio.

Traversate

1) al Rif. Oberetteshutte (AVS) in Val Mazia per la sella della Palla Bianca, la Bocchetta della Vedretta e il Passaggio Diaz, ore 6,30 - E' l'itinerario più frequentato per passare da un rifugio all'altro; esso si svolge in gran parte su ghiacciai che richiedono l'uso d'adeguata attrezzatura. Nella stagione estiva il percorso è sovente facilitato da piste, in particolare sulla Vedretta di Vallelunga, e di Mazia, lasciate da numerose comitive che salgono alla Palla Bianca dai Rifugi: PIO XI°, Brandeburger Haus, Oberetteshutte e Hochjoch-Hospiz.
2) al Rif. Oberetteshutte per la Forcella di Planol e il Passo di Mazia ore 8,00- questo itinerario è meno frequentato dal precedente, ma è consigliabile in caso di cattivo tempo perchè si svolge prevalentemente su mulattiera e sentieri.
3) al Rif. Bellavista per la Sella della Palla Bianca e la Bocchetta delle Frane, ore 6,45. Itinerario che si sviluppa in gran parte su facile ghiacciaio che in ogni caso, richiede l'uso di corda, ramponi e piccozza,
4) allo Hochjoch-Hospiz per la Bocchetta di Vallelunga, ore 4,30. Itinerario difficile, dovendo superare il ripido pendio occidentale della Forcella di Vallelunga; indispensabili corda, ramponi e piccozza.
5) alla Brandeburger Haus, ore 4,00- Bellissimo percorso non privo di pericoli per la presenza di crepacci, obbligatori corda, ramponi e piccozza.
6) alla Raumenkopf-Hutte, ore 3,30 - Bellissimo percorso con le stesse caratteristiche del precedente, essendo in gran parte in comune; corda, ramponi e piccozza.

Ascensioni

Cima del Lago Bianco 3532 m.
Vastissima cupola nevosa che si eleva nella catena spartiacque a levante della Testa di Valcuna; si affaccia con una lunga bastionata rocciosa alla Vallelunga, dominando il rifugio PIO XI°.

Punta di Vallelunga 3526 m.
Bella cima nevosa che si eleva tra la Bocchetta omonima a NE e la Sella della Palla Bianca a SE, in quel tronco della catena spartiacque che unisce la Croda Vernaga alla Palla Bianca.

Palla Bianca (Weisskugelhutte) 3738 m.
E' la più alta cima e il punto panoramico più bello delle Alpi Venoste. Per la cresta ENE, via comune di salita dal Rif. PIO XI°. A levante del rifugio hanno origine due sentieri; quello alto porta alla Croda Gelata e quello basso scende alla Vedretta di Vallelunga. Si segue il secondo e, dopo aver percorso un tratto della morena laterale destra, si pone piede sul ghiacciaio. Si risale, evitando facilmente qualche crepaccio, in direzione della forcella di Vallelunga, passando poco lontano dall'imponente seraccata della Croda Gelata prestando attenzione ad eventuali cadute di blocchi di ghiaccio. Superata la seraccata, s'incontrano talvolta le tacce lasciate dalle comitive provenienti dalla Brandeburger-Haus, dirette alla cima della Palla Bianca; seguendole si volge a destra ai piedi della parete occidentale della cima di Vallelunga e si prosegue scavalcando alcuni facili crepacci. Valicato un crepaccio più largo e salita una più ripida china a sinistra, si esce all'ampia e ghiacciata sella della Palla Bianca a 3368 m. (ore 3), tra la Palla Bianca stessa e la cima di Vallelunga. Dalla sella si sale per le facili rocce della cresta e, dopo un breve tratto, si rimonta un non difficile dorso ghiacciato, ci si tiene poi ancora per le rocce del crinale, quindi ci si sposta a sinistra vicino ad alcuni crepacci della parete Est, proseguendo nuovamente per la cresta rocciosa fino a quando questa è interrotta da un canaletto che solca la parete orientale. Si attraversa allora un canaletto alla sua origine, eventualmente incidendo qualche gradino nel ghiaccio, e si raggiungono le rocce terminali che portano in vetta (ore 1,30-4,30, media difficoltà).

Sci Alpinismo

Palla Bianca (Weisskugelhutte) 3738 m.
Dal rifugio, prima in piano poi scendendo una cinquantina di metri, si passa la morena e ci si porta sul ghiacciaio di Vallelunga. Si prosegue mantenendosi sulla sinistra ma restando a distanza di sicurezza dalle possibili cadute di seracchi. Con un ampio giro verso destra, si costeggia la punta di Vallelunga fino a pervenire alla sella della Palla Bianca 3868 m. Abbandonati gli sci o portatili con sè secondo le capacità, si attacca a piacere la parete o crestina Nord. La discesa si effettua per l'itinerario di salita.

Cima Barbadorso 3557 m.
Dal rifugio attraversare, inizialmente anche scendendo, le morene in direzione Sud, cercando di perdere meno quota possibile fino a trovarsi ai piedi del ghiacciaio di Barbadorso. Si risale con attenzione quest'ultimo fino all'omonimo passo a 3292 m.; da qui, seguendo la cresta Est, si guadagna facilmente la vetta. Dal passo è possibile raggiungere anche la cima del Barbadorso di Dentro con lievi difficoltà alpinistiche. La discesa si effettua per l'itinerario di salita

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