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1920-2005

Primavera, estate 1920: ogni giovedì sera, dopo cena tre giovanotti, spesso accompagnati da amici, inforcavano la bicicletta e si avviavano da Desio verso Monza dove, in una viuzza a due passi dall'Arengario, entrano in una saletta di una vecchia casa, sempre accolti con simpatia e cordialità. I soci fondatori

Chi sono? E cosa vogliono? Sono tre studenti desiani, soci del Cai di Monza che vanno alla sede sociale a sfogliare guide, ad aggiornarsi ed informarsi per la gita della domenica.

Finita l'estate, la passeggiata serale comincia a pesare e pedalando nella notte, nasce l'idea di fondare una sezione del Cai anche a Desio. Occorrono almeno cinquanta soci firmatari della domanda e, fatta una piccola indagine, si entra nella certezza di arrivarci.

Colleoni - II più dinamico dei tre firma, la fa firmare al sottoscritto ed a Bisesti, ed il mattino dopo si da subito da fare per raccogliere le adesioni e e quote di quanti a Desio amano e frequentano la montagna.

In quei tre giorni raggiungono il numero di 65 o 66 (non ricordo bene il numero preciso) e la domanda parte per la Sede Centrale. Proprio in quei giorni il Consiglio centrale doveva già riunirsi e la domanda viene cosi accolta, e possiamo così tenere la prima Assemblea per la nomina delle cariche sociali e per tracciare un primo programma di lavoro.

E qui vorrei poter fare l'elenco di tutti gli entusiasti che hanno dato vita alla nostra Sezione, ma me ne astengo perchè la memoria a cinquant'anni di distanza mi può tradire, facendo dimenticare troppi nomi.

Purtroppo sono quasi tutti scomparsi: di vivi - se non erro - oltre a me ne ricordo uno solo il geom. Mario Bisesti.

Credo però doveroso ricordare, fra i fondatori, alcuni nomi che hanno contribuito allo sviluppo della nostra Sezione: oltre ai già nominati Dott. Antonio Colleoni e Dott. Bisesti, il primo presidente sezionale Carlo Bosio, Attilio Schiatti, Egidio Figliodoni, Annibale Malcerti, Ing. Attilio Pissavini, Dott. Gaetano Citterio.

Col passare del tempo, molti altri hanno lavorato con passione ed hanno dato lustro alla nostra Sezione, ma credo che nessuno me ne vorrà, se in questa breve cronaca della nascita, non ricordo che quelli che erano nel gruppo dei promotori.

L'amore per la montagna è cosa che trascende il tempo: ormai noi anziani guardiamo con simpatia alle nuove generazioni e le incitiamo a continuare con amore l'opera iniziata in un tempo che a loro sembra così lontano (mentre a noi pare così vicino) dai pochi che hanno cercato - e vi sono riusciti - a diffondere la passione per la montagna.

Gisco

Tratto dal volume dei cinquantesimo di fondazione della Sezione